Esilio

Piccola Compagnia Dammacco

24

Luglio

Presentazione

Quali sono i principi, i valori, i contenuti, le idee che oggi vengono trasmesse da un essere umano all’altro? Quali sono gli attori di questa trasmissione di contenuti? Quali sono le azioni attraverso le quali questa trasmissione avviene? Esilio racconta la storia di un uomo come tanti al giorno d’oggi, un uomo che ha perso il suo lavoro. Quest’uomo, interpretato da Serena Balivo en travesti, insieme al suo lavoro, gradualmente perde un proprio ruolo nella società fino a smarrire la propria identità, fino a sentirsi abbandonato e solo seppure all’interno della sua città, fino a sentirsi finalmente costretto a chiedersi come e perché è finito in tale situazione. E così gli spettatori possono partecipare al goffo e grottesco tentativo di quest’uomo di venire a capo della situazione dialogando con se stesso, con la sua coscienza forse, con la sua anima o magari con le sue ossessioni. Lo spettacolo, con drammaturgia originale e centrato sul lavoro d’attore, cerca di offrire a ogni spettatore una riflessione sul nostro presente e di creare una sorta di memoria dell’oggi. I linguaggi scelti sono quelli del surrealismo e dell’umorismo perché lo spettacolo possa offrire a ogni spettatore visioni della vita di tutti noi in una forma trasfigurata che ne evidenzi le contraddizioni e suggerisca qualche interrogativo su questo nostro modo di vivere. Esilio è il secondo passo della “Trilogia della Fine del Mondo” ideata nel 2010 da Mariano Dammacco, preceduta da L'inferno e la fanciulla (2014) e seguito da La buona educazione (2018).
  con: Serena Balivo e Mariano Dammacco ideazione, drammaturgia e regia: Mariano Dammacco con la collaborazione di Serena Balivo luci: Marco Oliani | cura dell’allestimento: Stella Monesi | foto di scena: Pino Montisci  

Frammenti

"Mi hanno fatto un bel discorsetto, una cosa di dieci minuti, fatta senza neanche concentrarsi. Guardavano il cellulare, li ho visti, almeno due o tre volte. Mi hanno detto di essere positivo, di valutare gli aspetti positivi. La possibilità di andare incontro a novità. Mi hanno detto che a loro dispiace molto e che loro in tutti questi anni sono sempre stati molto contenti di me ma che il momento è quello che è"

Riconoscimenti:

2017
PREMIO UBU migliore attrice under35,
2017
SELEZIONE IN-BOX
   

24

July

Esilio

24 Luglio - Teatro del Porto - Ore 21:30

RF - Ritengo Esilio il primo testo veramente completo e analitico di teatro post-umano, che ci colpisce perché ha la visionarietà di un libro di fantascienza ma senza tirar fuori extraterrestri e astronavi. E questo ci angoscia, il fatto che sia qualcosa che l’uomo è riuscito a fare da solo, autodistruttivo com’è. Condivido proprio filosoficamente il punto di Dammacco in tutte le sue implicazioni anche politiche. Personalmente mi sono disperato molto. ES – Personalmente io ho anche riso molto, a volte amaramente, e ho tanto condiviso la sensibilità di due artisti che insieme pensano e cercano, trovano la ridicolaggine del mondo e la inscenano, affettuosamente. RF – Beh, affettuosamente mentre sei lì che accenni la risatina ti tirano una legnata che sembra quei cartoni di Gatto Silvestro dove alla fine gli cadono i denti e vede le stelle.

Renzo Francabandera ed Elena Scolari / Paneacquaculture.net

Ad abitare il corpo sensibile di quest’uomo che non ha più neanche un nome da consegnare agli altri, una Serena Balivo sapiente, misurata, ironica, toccante, in grado di modulare stati d’animo ed intensità con assoluta disinvoltura. A dividere con lei la scena, un Mariano Dammacco che è voce narrante e dell’anima. La sua regia centrata, la sua scrittura astratta e concreta al contempo, cifra di una maestria maturata in anni di militanza teatrale, sferra parole soavi che pesano come macigni, piene di purezza e letali, per il carico di verità che si portano dentro

Valentina De Simone / La Repubblica

Una sorta di Charlot disorientato, dai baffetti sottili, dagli sproporzionati abiti maschili e dall’incedere fantozziano, interpretato da una Serena Balivo in stato di grazia; l’intercalare, sul palco e fuori campo, di una coscienza in abito bituminoso, centellinata da un Dammacco versione cammeo: protagonista di “Esilio” è un uomo contemporaneo alle prese con le proprie fragilità. Pochi preamboli, nessun dilungarsi in descrizioni inutili. Entriamo subito in una dimensione spersonalizzante. Abbiamo davanti un individuo qualunque, senza nome né età. Dentro l’uomo, una quieta disperazione. Tutt’intorno, un alone di solitudine.Si viaggia fuori del tempo. Si annaspa nel buio, cercando una via d’uscita. Chi ci parla è all’inizio di un crinale inesorabile, avviato dalla perdita del lavoro. Seguono una forte crisi d’identità, la perdita delle relazioni e del prestigio sociale, la dissoluzione dell’autostima. Si tratta di un intreccio di sentimenti e sfumature dell’anima: tristezza, dissimulazione, incredulità, sgomento, ansia, rabbia, paura

Vincenzo Sardelli / Krapp's last post

Gli altri spettacoli:

21

July

Io mai niente con nessuno avevo fatto

21 Luglio - Teatro del Porto - Ore 21:30

28

July

In fondo agli occhi

28 Luglio - Teatro del Porto - Ore 21:30

31

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Gianni

31 Luglio - Teatro del Porto - Ore 21:30