Gianni

Caroline Baglioni / Michelangelo Bellani

31

Luglio
Scritto, diretto e interpretato da
Supervisione alla regia

Presentazione

Avevo circa tredici anni. Mio padre tornò a casa e disse che era arrivato il momento di occuparci di Gianni. Era un gigante Gianni. Alto quasi due metri, ma a me sembravano tre e nella mia mente è un film in bianco e nero. Gianni sembra oggi un ricordo lontano, ma era lontano anche quando c’era. Era lo zio con problemi maniaco-depressivi che mi faceva paura. Aveva lo sguardo di chi conosce le cose, ma le ripeteva dentro di sé mica ce le diceva. Fumava e le ripeteva dentro di sé. Gianni non stava mai bene. Se stavamo da me voleva tornare a casa sua. Se stava a casa sua voleva uscire. Se era fuori voleva tornare dentro. Dentro e fuori è stata tutta la sua vita. Dentro casa. Dentro il Cim. Dentro la malattia. Dentro al dolore. Dentro ai pensieri. Dentro al fumo. Dentro la sua macchina. E fuori. Fuori da tutto quello che voleva. Non aveva pace Gianni. Ogni centimetro della sua pelle trasudava speranza di stare bene. Stare bene è stata la sua grande ricerca. Ma chi di noi non vuole stare bene? Nel 2004 in una scatola di vecchi dischi, ho trovato tre cassette. Tre cassette dove Gianni ha inciso la sua voce, gridato i suoi desideri, cantato la sua gioia, detto la sua tristezza. Per dieci anni le ho ascoltate riflettendo su quale strano destino ci aveva uniti. Un anno prima della mia nascita Gianni incideva parole che io, e solo io, avrei ascoltato solo venti anni dopo. E improvvisamente, ogni volta mi torna vicino, grande e grosso, alto tre metri e in bianco e nero.
  ispirato alla voce di Gianni Pampanini di e con: Caroline Baglioni | supervisione alla regia: Michelangelo Bellani assistente alla regia: Nicol Martini | luci: Gianni Staropoli | suono: Valerio Di Loreto organizzazione: Mariella Nanni | produzione: La società dello spettacolo  

Frammenti

"Qual è la differenza tra il bene e il male, qual è la differenza tra il parlare e lo stare zitto, tra lo scoppiare e lo scopare, tra il masturbarsi e il comportarsi, tra l'essere e l'avere, tra il dubbio e la realtà."

Riconoscimenti:

2016
PREMIO IN-BOX BLU migliore spettacolo,
2015
PREMIO SCENARIO PER USTICA
 

31

July

Gianni

31 Luglio - Teatro del Porto - Ore 21:30

Caroline Baglioni, in lungo abito violaceo, sorge dal buio fitto con in braccio un cumulo di scarpe: stringe le strade che lei e suo zio hanno percorso separati e distanti e che ora diventano una comune, il palcoscenico. Tutte hanno una storia da raccontare, seduzioni, intimidazioni, sottomissioni, provocazioni, e rivelano la grammatica di un’appartenenza sociale fatta di asimmetrie, contrasti, divisioni. Quelle scarpe sono un incantesimo per far muovere il fantasma del loro proprietario, suggerendone inevitabilmente l’assenza

Matteo Brighenti / Paneacquaculture.net

Dentro ogni scarpa, c’è un cammino. E quindi una storia da raccontare. E però le scarpe vanno a coppia, si suppongono uguali, della stessa misura, dello stesso stile e colore. Eppure ci sono storie che non sono uguali per niente, passate per le epoche del mondo come scarabocchi trasversali nelle pagine ordinate delle vite altrui, fiorite e sfiorite nello spazio di un tratto improvviso, un attimo prima e un attimo dopo che la penna abbia smesso di rilasciare inchiostro

Simone Nebbia / Teatro e Critica

Momenti poetici e simbolicamente intensi, che sorprendono lo spettatore e ne toccano delicatamente l’umanità. Un Berardi eccezionale - istrionico, ironico e autoironico - a cui fa da controparte in un contrasto efficacissimo l’altrettanto audace Casolari. L’accoppiata è vincente ed equilibrata, in grado di tenere testa anche allo spettatore più distratto

Alessandro Chiocchia / FermataSpettacolo.it

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