Vuccirìa Teatro

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Formazione artistica che lavora nel teatro e nella Performance-Art. Fondata da Joele Anastasi ed Enrico Sortino, collabora fin dall’inizio con la compagnia l’attrice Federica Carruba Toscano.

Dal 2018 Vucciria Teatro è prodotta dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini.

Il lavoro della compagnia si muove su una ricerca precisa di autorialità nel tentativo di creazione di un linguaggio che sia l’incontro tra una drammaturgia originale e una ricerca attoriale attiva. Al centro del lavoro della compagnia vi è l’attore, e le sue possibilità creative: la sua capacità di creare e dare vita dall’interno ai mondi che lo appartengono.

Attori spogliati da qualunque cosa, in un “essenzialismo scenico” che spinge gli interpreti ad agire come “animali”: uno specchio e un veicolo per raccontare quegli stessi personaggi che sono “bestie” ai margini di una società. Anche quando questo margine diventa sempre più grande. Anche quando questo margine diventa sempre più la società stessa.

Io, mai niente con nessuno avevo fatto è il loro primo lavoro, vincitore del Roma Fringe Festival 2013 ha inoltre ottenuto il premio per la Migliore Drammaturgia a Joele Anastasi e Miglior Attore a Enrico Sortino. Nel luglio 2014 lo spettacolo rappresenta l’Italia al San Diego Fringe Festival, aggiundicandosi il più alto riconoscimento: Best Show 2014.

Il percorso della compagnia prosegue attraverso una prima fase di ricerca drammaturgia riferita all’identità e alle origini, con il debutto nel 2014 di Battuage (già finalista del bando Ne(x)twork – Kilowatt Festival & Teatro dell’Orologio) a cui seguirà nel 2016 Yesus Christo Vogue – Tragedia impossibile in atto unico, co-prodotto dal Teatro dell’Orologio di Roma. L’esigenza di definire sempre più il corpo dell’artista (e dell’uomo contemporaneo) come terreno principale d’indagine, avvicina la compagnia al linguaggio della performance-art, pur conservando nella drammaturgia della parola il motore dell’agire scenico. La sacralità – ed il corpo inteso come luogo sacro – è al centro delle ultime creazioni della compagnia, che nel 2017 presenta Immacolata Concezione, vincitore dei Teatri del Sacro V.

Dopo alcune esperienze artistiche internazionali della compagnia (come la più recente partecipazione al FITT Festival di Tarragona, Spagna) e i riconoscimenti ottenuti dal giovane drammaturgo e regista della formazione – Joele Anastasi, classe 1989 – obiettivo per la compagnia è il consolidamento all’interno scena europea contemporanea.

And so my face became my scar nasce dal lavoro dei 4 drammaturghi internazionali emergenti vincitori dell’EUCP Playwriting Competition in memory of Matteo Latino: Joele Anastasi (Italia), Erdem Avşar (Turchia), Emily GM Gillmor Murphy (Irlanda), Danielle Pearson (Gran Bretagna). La regia è affidata a Joele Anastasi che insieme alla compagnia Vucciria Teatro ha curato la creazione artistica.

We are not Penelope – Sulla fedeltà, il cui un primo studio è finalista del Premio Dante Cappelletti 2017, è un progetto nato in collaborazione con la compagnia spagnola Estigma e l’artista portoghese Nuno Nolasco. Dopo una serie di residenze artistiche – alcune delle quali già svolte ed altre programmate nei prossimi mesi – tra Lisbona, Cordoba e Italia, lo spettacolo debutterà nel 2019. Il testo si fonda su un impianto drammaturgia plurilinguistico, in italiano, portoghese e spagnolo.

Obiettivo per il 2020 è invece la presentazione di un progetto più grande, dal titolo Nel nome di questo nostro sacro corpo – che vede in scena 13 attori e 1 cantante lirico – nato da una performance site-specific presentata all’interno del Museo della Follia del Castello Ursino di Catania e che sposta il linguaggio della compagnia verso una composizione scenica corale ed elaborata a favore di una commistione dei linguaggi scenici.

Regista, drammaturgo e attore

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